Per la creazione di un prompt che fosse il più possibile adatto al progetto e soprattutto attinente alla scena del quadro e alla sua storia, ho prima eseguito delle ricerche, attingendo a diverse fonti, cercando di comprendere al meglio il significato che l’autore Ponziano Loverini potesse averne attribuito, o almeno sottinteso. Ne è risultato che, sulla base delle parole dello storico bergamasco Angelo Pinetti, “la tela raffigura una mamma in condizioni di estrema indigenza e ammalata, che rifiuta i soldi portati dalla figlia. Quest’ultima, dal ricco abbigliamento, pare aver raggiunto una certa agiatezza economica grazie a una forma di vita dissoluta. La donna anziana è raffigurata in un ambiente sebben povero, ordinato: il letto, posto in un angolo, con le coperte rimboccate e un bianco lenzuolo, il crocifisso, sulla parete in travi di legno, trattiene un ramo d'ulivo, e accanto alla croce il lume. La donna, pur in età avanzata, e con il busto ricurvo dalle fatiche della vita, è dedita al lavoro con l'arcolaio, compiendo con il braccio e la mano il gesto di allontanare la figlia, maledicendola. Dietro di lei un'antica cassapanca, arredo comune nelle case bergamasche. La ragazza elegantemente vestita si allontana velocemente, spaventata dalla reazione materna. L'attenzione dell'osservatore cade proprio sugli sguardi delle due donne, molto in tensione, nonché sull'abito della giovane che presenta ricami in oro, così come oro è la piuma che le orna il capo. Loverini amava raccontare con le sue tele una storia, e in questa fase di pittura moralista, la tela doveva essere anche un messaggio per quelle giovani che avrebbe scelto una vita dissoluta per raggiungere l'agiatezza senza pensare a quanto fosse moralmente sbagliata questa condotta. Portando alla raffigurazione del bene e del male, il primo nella donna umile e povera e il secondo nella giovane, raffigurato nel rosso dell'abito”.
In seguito, ho inserito tutte le mie ricerche come riferimenti all’interno dell’operazione di prompting che stavo eseguendo con l’AI, unite a dei comandi da seguire. Ho quindi parlato all’intelligenza artificiale così: “agisci come un narratore sensibile alla storia dell’arte, capace di dare voce ai personaggi di un dipinto rinascimentale attraverso monologhi interiori poetici e coerenti con la scena, e genera una narrazione composta da brevi monologhi in prima persona, uno per ciascun personaggio, quindi in totale due monologhi. Il tono deve essere: poetico ma leggibile, rispettoso del contesto sacro, non deve contraddire la logica interna della scena e deve essere coerente con la psicologia implicita dei personaggi. Scrivi un monologo per ciascun personaggio (2-3 righe ciascuno). Mantieni la voce interiore aderente alla posa e all’espressione del personaggio. Evita anacronismi e riferimenti moderni. Usa un linguaggio evocativo, intimo, quasi sospeso. Non descrivere il dipinto: fai parlare i personaggi dall’interno della scena. Tieni sempre conto però della storia che c'è dietro il quadro di cui ti ho parlato all'inizio”.
Alla fine, dopo aver testato diverse AI, quali ChatGPT, Claude e Gemini, che mi hanno offerto risultati molto diversi tra loro fra cui scegliere, ho optato per i due seguenti monologhi:
“MONOLOGO FIGLIA
Ho sorriso a uomini senza volto, ma nessun luogo è stato freddo come questa soglia davanti a te. Nel tuo sguardo sento una condanna antica, come se fossi nata perduta ancora prima di scegliere.
MONOLOGO MADRE
Quel denaro brucia tra le mani figlia mia, perché in ogni moneta sento il prezzo della tua innocenza perduta. Non ti respingo per crudeltà, ma perché il dolore di vederti così pesa più di ogni peccato.”
Ho poi trascritto questi monologhi all’interno di ElevenLabs, da cui ho ottenuto le due differenti voci narranti.
Dopodiché, mi sono innanzitutto immaginata una sorta di breve storia: cosa doveva succedere nel video. Molto semplice, una madre aspetta con ansia la figlia, che sale le scale e porge del denaro alla prima. Questa è esitante, finisce per accettare i soldi ma poi li lancia a terra. La giovane ragazza si accinge subito ad andarsene, e il suo sguardo cade per un attimo verso quello di noi spettatori. Nel mentre l’anziana signora si abbandona ai suoi pensieri logoranti seduta su di una panca.
Per generare alcune immagini, che mi sarebbero successivamente servite come frame-punto di partenza per sviluppare video da unire tra di loro, ho utilizzato sempre ChatGPT e Gemini, i cui risultati ritengo siano stati abbastanza soddisfacenti. Per generare video ho invece utilizzato soprattutto Canva. Ho fornito delle immagini che fossero o il primo o l’ultimo frame del video che mi avrebbe restituito. Mi serviva poi un’AI che fosse in grado di collegare in una transition due diversi frame tra di loro (ovvero la fine e l’inizio di due video ancora scollegati), e per questo mi sono aiutata con Pixverse. Per eliminare eventuali watermark, visibili a causa di Gemini e Pixverse, ho leggermente tagliato la scena, croppandone l’inquadratura. Ciò l’ho fatto anche per rendere più omogenea la differenza tra alcuni video (di fatto ogni AI è “intelligente” in modo diverso e genera dunque prodotti variegati tra loro).
Infine, ho unito tutti i video e gli audio con Premiere, di fatto portando a compimento il progetto.